Con l’arrivo della menopausa il controllo del peso diventa un pilastro ancor più fondamentale della salute cardiovascolare e metabolica. Il corpo femminile subisce infatti una profonda riorganizzazione che spesso porta a un accumulo di grasso viscerale, aumentando il rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiache. Non è ancora del tutto chiaro quali siano i meccanismi biologici che guidano queste trasformazioni. E una ricerca della University of California, Irvine (Uci), pubblicata sul Journal of Nutrition, ne identifica uno fino ad oggi sconosciuto: l'asprosina, un ormone solitamente associato ad obesità e diabete, che nelle donne metabolicamente sane in post-menopausa sembra invece collegato ad un minore rischio di prendere peso, e potrebbe quindi rappresentare in futuro un interessante bersaglio terapeutico.

Farmaci per dimagrire, le donne perdono più peso degli uomini

20 Febbraio 2026

L'ormone sentinella del metabolismo

L'asprosina è un ormone prodotto dal tessuto adiposo durante i periodi di digiuno. Agisce sul fegato, stimolando il rilascio di glucosio, e sul cervello, promuovendo il senso di fame. Studi precedenti hanno rivelato il collegamento tra questo ormone e disturbi metabolici, come obesità e diabete di tipo 2: i livelli di asprosina risultano infatti elevati nei pazienti che soffrono di questi disturbi, e inibirne la produzione in modelli animali ha dimostrato di ridurre il consumo di cibo e migliorare l’insulinoresistenza.