Non si perde solo peso con i farmaci più famosi al mondo. Perché con la fame che passa si mangia molto meno, si saltano pasti e il risultato è che si è a rischio di carenze nutrizionali, in particolare di proteine. In una parola, si rischia il deficit nutrizionale. Sono le considerazioni di uno studio che verrà presentato al prossimo congresso europeo sull’obesità Eco, il prossimo maggio a Istanbul.

Obesità, più malati al Sud ma il 52% dei centri è al Nord

27 Febbraio 2026

Lo studio, che parla italiano perché è stato realizzato dall’Irccs Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute di Milano, in collaborazione con il gruppo Robin Health, è in real world. Questo vuol dire che considera persone con Bmi sopra 27 che utilizzano i due farmaci semaglutide e tirzepatide nella vita reale di tutti i giorni (e anche persone che non lo utilizzano) e non pazienti reclutati per studi scientifici e selezionati secondo criteri specifici. E lo studio rivela non solo un deficit nutrizionale ma una preoccupante tendenza a saltare i pasti: il 31% salta la colazione (contro il 16% di chi non fa ricorso ai due farmaci), il 31% il pranzo (contro il 18%) e il 40% la cena (contro il 30%), riducendo ancora di più la possibilità di una distribuzione adeguata dell’apporto proteico durante la giornata.