«Un Paese che vuole affrontare con serietà i mutamenti globali deve investire con continuità nelle conoscenze, nelle competenze e nelle persone che ogni giorno contribuiscono a produrle».
Così l’organizzazione Precari uniti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) comincia la sua lettera, ottenuta da Domani, indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il testo, inviato l’8 maggio con richiesta di colloquio, nasce dopo l’incontro per la giornata della ricerca italiana nel mondo del capo di Stato con i presidenti degli enti di ricerca (Epr).
La ricerca italiana, scrivono, è martoriata da un «precariato consolidato», diventato quindi «una condizione strutturale e persistente, che per molti lavoratori si protrae per oltre un decennio, senza offrire reali prospettive di stabilità».
«Abbiamo accolto con attenzione il Suo richiamo alla necessità di garantire stabilità, tempi lunghi e certezze, elementi indispensabili per programmare ricerche complesse e per evitare che l’internazionalizzazione si traduca in una dispersione di competenze», scrivono.










