BRUXELLES – Mese dopo mese la Cina colleziona in campo commerciale nuovi record.

In aprile l’export cinese è salito del 14% annuo. In un rapporto pubblicato oggi, martedì 12 maggio, il Centro-studi dell’Unione europea dedicato ai temi della sicurezza (Euiss) mette in risalto l’enorme potere monopolistico della Cina nel settore delle materie prime e la sua capacità a tenere in ostaggio l’Europa. Esorta quindi Bruxelles a usare contro Pechino gli strumenti anti-coercizione a sua disposizione.

I dati sono noti, ma valgono la pena di essere ribaditi. La Cina controlla il 70% del processo di estrazione e di raffinazione di 17 delle 34 materie prime che l’Unione europea ritiene siano cruciali per il suo sviluppo economico. Queste materie prime sono essenziali in settori quali la transizione energetica, il mondo digitale e non ultimo la difesa. In ultima analisi, in grave pericolo, si legge nel rapporto è «la prosperità» e «la sicurezza» dell’Unione europea.

Il dominio della Cina nei settori cruciali

In alcuni settori, le cifre sono particolarmente preoccupanti. La Cina controlla il 100% della raffinazione del gallio, il 74% della raffinazione del germanio, il 95% della raffinazione della grafite, l’86% della raffinazione del bismuto. Attualmente il 94% dei magneti permanenti, prodotti grazie alle terre rari, giungono dalla Cina. Questi sono essenziali nella produzione dei veicoli elettrici, dei generatori eolici, nella robotica, nell’elettronica, in molti sistemi di difesa.