La precompilata taglia i bonus casa collegati alle ristrutturazioni condominiali, al 36 per cento. Anche per coloro che abbiano i requisiti per ottenere il 50%: cioè, proprietà (o altro diritto reale) e residenza all’interno dell’immobile. Non accadrà sempre, perché in qualche caso faranno fede le comunicazioni degli amministratori, ma molto spesso. Per questo motivo, bisognerà prestare attenzione ai contenuti del 730 che, a partire da giovedì 14 maggio, potrà essere accettato, modificato e inviato all’agenzia delle Entrate.
A illustrare gli impatti che le novità per i bonus casa in vigore a partire dal 2025 hanno sui dati condominiali è una Faq delle Entrate. Che parte da un quesito che sarà, probabilmente, ricorrente: perché, anche se avevo diritto al 50% sui lavori condominiali, nella precompilata trovo il 36 per cento? Sul punto, bisogna ricordare che le detrazioni per interventi sulle parti comuni seguono il destino della proprietà privata: in estrema sintesi, se è prima casa, lo sconto fiscale è al 50%, per gli altri immobili c’è il 36.
Il nodo dei tempi
L’Agenzia, però, non è a conoscenza di questo dato. A meno che non le sia stato comunicato dall’amministratore di condominio. Su questo punto, però, c’è un problema di tempi, che in questa stagione dichiarativa sono particolarmente stretti. A inizio febbraio, il 10 per l’esattezza, l’agenzia delle Entrate ha aggiornato le specifiche tecniche sulla comunicazione che gli amministratori inviano ogni anno sulle spese detraibili (Prot. n. 50559/2026). E qui ha previsto la possibilità (non l’obbligo per il primo anno) di inviare i dati relativi all’abitazione principale, individuando il requisito principale per ottenere il 50 per cento.





