Non si arresta la crescita della coda del superbonus. Continuano ad aumentare i numeri delle detrazioni maturate nelle ultime settimane dell’anno, oggetto di comunicazione formale nei primi mesi del 2026.
Così, report dopo report, il monitoraggio dell’Enea continua a riportare cifre in crescita, anche tra marzo e aprile. Una crescita che (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) è stata accompagnata da un aumento esponenziale delle irregolarità e delle truffe: un euro su tre dei crediti che emergono dalle ultime fatture per le spese 2025 è stato fermato per illeciti.
Gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, aggiornati al 30 aprile, fotografano l’ennesimo salto in avanti delle detrazioni. Nel giro di due mesi, da fine febbraio ad oggi, sono cresciute di un altro miliardo. Siamo arrivati a poco meno di 132 miliardi di euro di sconti fiscali maturati dal 2020 in poi, solo per la parte di efficientamento energetico. Lo stato di avanzamento del precedente monitoraggio, a fine febbraio, parlava di quasi 131 miliardi di euro. In poche settimane è stato caricato sul bilancio pubblico un altro miliardo.
La coda del superbonus
La coda - va ricordato - dipende dal fatto che la comunicazione formale delle spese effettuate nelle ultime settimane del 2025 arriva nei mesi successivi. Così, all’inizio del 2026 sono state messe a referto agevolazioni per altri 2,5 miliardi di euro rispetto a quanto era stato registrato prima. Si tratta di lavori condominiali, per i quali la finestra del superbonus era ancora aperta, che hanno tentato l’ultima volata per completare le opere e non perdere agevolazioni. Insomma, le previsioni sull’impatto del superbonus sui conti pubblici sono state sottostimate. E, anzi, il carico per le casse dello Stato continua a crescere.











