Aftab Pureval, sindaco democratico di Cincinnati, Ohio. Figlio di immigrati, dall’India e dal Tibet, 43 anni, ha firmato ieri il Pact of Free Cities, una rete internazionale di città nata per difendere la democrazia nell’Europa centro orientale - a Bratislava, Budapest, Praga e Varsavia - alla quale si sono uniti numerosi sindaci statunitensi preoccupati dalla deriva autoritaria dell’America di Donald Trump. «Le città sono il luogo dove si avvertono concretamente gli effetti delle decisioni presidenziali, sui finanziamenti come sull’Ice e gli immigrati: è qui - dice in questa intervista al Sole 24 Ore - che inizia la difesa dei valori delle nostre comunità».
Cosa è cambiato a Cincinnati da quando Trump è tornato alla Casa Bianca?
A Cincinnati abbiamo risentito profondamente degli effetti negativi dell’amministrazione Trump: si sente anche qui il caos che la Casa Bianca sta creando nel mondo, rendendo sempre più difficile per i cittadini preservare i propri standard di qualità della via. Ma soprattutto, si avvertono la paura e l’incertezza che affliggono le fasce più vulnerabili della popolazione.
Quali sono i problemi più gravi di Cincinnati?
L’affordability, l’accessibilità, e le opportunità economiche sono le priorità per la nostra città. La possibilità di avere una propria casa e di creare il proprio benessere è stata negata per troppo tempo in molte delle nostre comunità. Stiamo lavorando per smantellare le barriere sistemiche all’emancipazione finanziaria. Per questo abbiamo creato il Fondo fiduciario per alloggi a prezzi accessibili; abbiamo modificato la ripartizione in zone della nostra città per consentire maggiori opzioni abitative e una maggiore densità nelle zone più affollate; e abbiamo riformato i nostri strumenti di finanziamento per immettere sul mercato più case e opzioni.















