Se l'età 'reale' del corpo di una persona supera la sua età anagrafica il rischio è a una maggiore probabilità di sviluppare demenza, in particolare demenza vascolare, e un rischio maggiore di ammalarsi con un'età di insorgenza più precoce.

Lo suggerisce un'analisi condotta da ricercatori del King's College di Londra, che hanno mostrato come coloro che presentano sia un invecchiamento biologico avanzato sia il più alto rischio genetico, legato al gene APOE ε4, hanno una probabilità dieci volte maggiore di sviluppare demenza.

Lo studio è stato pubblicato su Alzheimer's & Dementia.

Sebbene l'età anagrafica rimanga il fattore di rischio più importante per la demenza, la malattia non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento e fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere ritardato o prevenuto modificando i fattori di rischio legati agli stili di vita, dalla dieta all'attività fisica e mentale.

Diversi studi hanno confermato che, al di là della propria età anagrafica, il corpo di ciascuno di noi invecchia a velocità differente, influenzata anche dagli stili di vita e misurabile con particolari test del sangue. Ebbene, gli esperti hanno stimato l'invecchiamento biologico di oltre 220.000 partecipanti alla UK Biobank. I dati relativi a questo enorme campione includevano misure del rischio genetico di demenza, diagnosi di demenza ed età di insorgenza della demenza.