Dormire male e poco può aumentare il rischio di sviluppare demenza. Lo svela una ricerca condotta su 4,5 milioni persone. È inoltre degno di nota il fatto che i dati qui presentati riguardino persone fino a 35 anni di età, un punto di partenza molto più giovane rispetto a molti altri studi sulla demenza. Tutti gli studi esaminati hanno seguito i partecipanti a partire da una situazione iniziale senza demenza, valutando poi l'incidenza della demenza nel tempo. Ma di quanto sonno avremmo effettivamente bisogno per ridurre questo rischio in età avanzata?
Utilizzando i dati raccolti e aggregati da 69 studi precedenti, un team della York University in Canada ha condotto un'analisi statistica per individuare le associazioni tra l'insorgenza della demenza e tre fattori specifici: attività fisica, tempo trascorso seduti e durata del sonno. Si tratta di variabili che possiamo controllare, entro certi limiti, e l'analisi ha dimostrato che un sonno notturno compreso tra 7 e 8 ore rappresenta la quantità ideale per minimizzare il rischio di demenza. Non solo: i ricercatori hanno scoperto che anche la sedentarietà prolungata oltre le 8 ore giornaliere, e la mancanza di attività fisica (meno di 150 minuti a settimana) sono associate a un aumento significativo delle probabilità di sviluppare demenza.







