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Le testimonianze degli amici del gruppo ricostruiscono abitudini diverse da quelle raccontate da Andrea Sempio. E resta centrale il nodo della cantina e dell’impronta 33 trovata sulle scale dove fu scoperto il corpo della 26enne
Ci sono elementi, nel caso di Garlasco, che stanno emergendo man mano e che si aggiungono alla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi come pezzi di un puzzle in via di composizione. Sono il frutto del lavoro della procura di Pavia, che da un anno e mezzo ha ufficialmente riaperto il caso, iscrivendo il nome di Andrea Sempio nel registro degli indagati. Non è la prima volta che l’amico di Marco Poggi, fratello della vittima, subisce le attenzioni degli investigatori ma questa volta sembra esserci la ferma intenzione di arrivare fino in fondo, senza trascurare nulla, da nessuna parte, per restituire al caso una verità giuridica netta, qualunque questa sia. Questo lavoro mastodontico ha interessato anche l’ascolto degli amici dell’allora gruppo di cui facevano parte, nel 2007, Andrea Sempio e Marco Poggi.
















