Altre due intercettazioni spuntano dagli atti dell'inchiesta che vuole dare un nuovo colpevole al delitto di Garlasco.

Dimostrerebbero, da un lato, le certezze che aveva Andrea Sempio di uscire indenne dalla prima inchiesta del 2016-17 e, dall'altro, i timori che la seconda indagine arrivasse davvero a scoprire il caso dei video. Ovvero quelle immagini di intimità tra Alberto Stasi e Chiara Poggi che lui avrebbe visto, secondo gli investigatori, forse assieme al fratello di lei. Da quel momento la studentessa sarebbe diventata per lui una "ossessione", tanto da arrivare a ucciderla con crudeltà e odio il 13 agosto 2007, entrando di soppiatto nella villetta di via Pascoli e dopo un suo rifiuto ad un'avance. "C'è uno solo guardi (...) Venditti... che dopo che ci ha ascoltato, io ero là, mi ha detto (...) ha fatto tutte le domande, ho risposto, e poi mi dice 'questa cosà finirà presto'", diceva intercettato da una microspia in auto, il 17 marzo 2025, Giuseppe Sempio, padre di Andrea, mentre parlava con una cronista un paio di mesi prima delle perquisizioni nell'inchiesta bresciana in via di chiusura e che si è intrecciata con quella della Procura di Pavia, conclusa due giorni fa. Un'indagine per ipotesi di corruzione in atti giudiziari a carico dell'ex procuratore pavese Mario Venditti e del padre del 38enne e con al centro proprio la gestione "anomala" e i "contatti opachi" del primo fascicolo su Sempio, che fu aperto nel dicembre 2016. "E' stata l'unica persona, rispetto agli altri (...) che ha detto 'guardi questa cosa finirà presto, perché non c'è niente'".