Andrea Sempio che saprebbe l'ora "del delitto" di Chiara Poggi. Alberto Stasi che rispunta dalle consulenze scientifiche con una nuova impronta nella casa. Un'altra indagine sul delitto di Garlasco che potrebbe essere rimasta sconosciuta per 13 anni o che, forse, in realtà, non è mai esistita. Nelle carte della Procura di Pavia si respira la tensione fra ricerca della verità su un efferato crimine e l'illusione ottica in cui ognuno può trovare elementi a supporto della propria tesi. Secondo i pm Civardi-De Stefano-Rizza l'amico di Marco Poggi, indagato per omicidio volontario pluriaggravato, avrebbe confessato, intercettato, "l'orario" dell'omicidio del 13 agosto 2007. In uno dei tanti soliloqui registrati in auto all'epoca della prima indagine archiviata e che i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno riascoltato e ri-trascritto da zero. È l'8 febbraio 2017, ore 17.43: il 38enne ha ricevuto da meno di un'ora l'invito a comparire per rendere interrogatorio due giorni dopo, davanti all'aggiunto Mario Venditti e alla sostituta Giulia Pezzino. "È successo qualcosa quel giorno (inc, incomprensibile ndr).. - registrano le cimici la sua voce - era sempre lì a casa (inc)..io non so se lei ha detto che lavorava (inc)..però cazzo, oh (inc).. alle nove e mezza a casa". Nove e mezza del mattino: ora compatibile con quanto già accertato nei processi a Stasi e con la nuova consulenza medico-legale della professoressa Cattaneo. Meno chiaro il riferimento al "lei ha detto che lavorava" posto che la 26enne quel giorno era in ferie.