Andrea Sempio e Alberto Stasi
Pavia, 14 maggio 2026 – Due ‘verità’ contrapposte. Non solo per il movente e per gli alibi, ma soprattutto nella ricostruzione della dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, gli “elementi di prova emersi” nella nuova inchiesta della Procura di Pavia “portano simultaneamente e inscindibilmente – scrivono i pm nella relazione conclusiva – ad accumulare nuove e significative evidenze a carico di Andrea Sempio (unico indagato per omicidio pluriaggravato nel nuovo procedimento, ndr) e altrettanto salde e nuove evidenze a confutazione della responsabilità di Alberto Stasi” (già condannato in via definitiva per lo stesso omicidio).
Una delle prove a carico di Stasi ‘scardinate’ dalla nuova inchiesta sono “le impronte sul dosatore del sapone liquido, il lavabo e il tappetino del bagno”: “Nella presente indagine – riassumono i pm – sono state esaminate analiticamente le foto del lavabo del bagno scattate al momento del primo ingresso della polizia giudiziaria il 13 agosto.
Le immagini sono di per sé idonee a confutare l’assunto della Corte (sulla valenza delle impronte di Stasi lasciate sul dispenser, “scruplosamente lavato dall’ultima persona che lo avesse maneggiato dopo aver lavato le mani insanguinate nel lavandino“, ndr) in quanto nel lavandino si ritrovano ben quattro capelli scuri, mai periziati, francamente incompatibili con un lavaggio complessivo di tale accuratezza da non lasciare, nemmeno nel sifone dello scarico la benché minima traccia di emoglobina”.















