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Il papà di Andrea Sempio è stato ascoltato durante una conversazione in auto con un giornalista prima che venisse perquisita l’abitazione a settembre 2025

La chiusura delle indagini della procura di Pavia sull’omicidio di Garlasco ha aperto uno squarcio, anche se per ora ridotto, sul lavoro fatto dal procuratore Fabio Napoleone e dai suoi uomini nell’ultimo anno e mezzo. Ma da questa piccola finestra, rappresentata dall’informativa del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano, già fornisce dettagli importanti su quanto individuato, sugli elementi che la procura di Pavia inserirà sulla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio per sostenere l’accusa di omicidio, per altro con aggravanti. L’indagine si è svolta soprattutto con le tecniche standard, rappresentate da intercettazioni e testimonianze, che sono state affiancate dalle indagini scientifiche.

Tra le intercettazioni ritenute rilevanti per l’indagine ce n’è anche una del papà di Andrea Sempio, Giuseppe, attualmente indagato per corruzione. Era il 17 marzo 2025, mesi prima della perquisizione e della notizia di indagine per l’ex pm Mario Venditti, contestualmente alle perquisizioni di fine settembre 2025. Parlando con un giornalista, intercettato da una microspia in auto, il signor Sempio diceva: “C'è uno solo guardi (...) Venditti... che dopo che ci ha ascoltato, io ero là, mi ha detto (...) ha fatto tutte le domande, ho risposto, e poi mi dice 'questa cosà finirà presto'”. Questa intercettazione, scrivono i carabinieri, è antecedente al ritrovamento del famoso foglietto a casa Sempio su cui c’era scritto “Venditti archivia per 20.30 euro”, foglietto che è stato giustificato come una previsione di spesa per gli avvocati in quel procedimento, spesa che è stata poi ben più sostanziosa, anche in maniera eccessiva, considerando la rapidità con la quale quel fascicolo è andato in archiviazione.