Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

7 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:37

I presunti video intimi da una parte, le telefonate nel giorno dell’omicidio dall’altra. Alla base, le intercettazioni che la Procura di Pavia ha calato ieri durante l’interrogatorio nei confronti di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova indagine sulla morte di Chiara Poggi. A distanza di otto anni, una “cimice” installata nell’auto del commesso 38enne ha registrato frasi inedite e sconnesse che secondo i pubblici ministeri inchiodano Sempio, dimostrando che la giovane avrebbe rifiutato le sue avance e che lui, dopo aver visto il video della 26enne con Alberto Stasi, ne avrebbe fatto la sua ossessione.

La registrazione ambientale risale al 14 aprile del 2025, poco più di un mese dopo l’informazione di garanzia che gli era stata notificata a fronte delle nuove indagini. Ecco la trascrizione: “Delle tre chiamate – dice Sempio, parlando da solo e imitando ogni tanto una voce femminile – le hai detto ‘non ci voglio parlare con te’ […] era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?’ […] e lei mi ha messo giù […] ha messo giù il telefono. Ah ecco che fai la dura ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘non l’ho più trovato il video’ […] io ho portato il video […] anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho dentro la penna, va bene un cazzo”.