Ritornano i soliloqui di Andrea Sempio, registrati ancora una volta da una "cimice" messa nella sua auto a distanza di otto anni, ma stavolta, secondo la Procura di Pavia e i carabinieri, quelle frasi intercettate, sconnesse e inedite, inchioderebbero, assieme a una serie di elementi già venuti a galla, il commesso 38enne.

Sia perché rivelatrici, per l'accusa, del movente dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa perché avrebbe rifiutato le sue avance, sia perché fanno riferimento pure a quei video intimi tra la studentessa e Alberto Stasi e che il ragazzo, all'epoca 19enne, avrebbe visto. Visione che avrebbe trasformato, è l'ipotesi, la 26enne in una sua ossessione.

"Dico fin da subito che il mio cliente ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni", ha spiegato il difensore Liborio Cataliotti, mentre la collega avvocata Angela Taccia ha fatto presente che Sempio probabilmente stava "commentando" ciò di cui aveva sentito parlare nelle "trasmissioni tv", ormai costantemente dedicate al caso Garlasco. La registrazione ambientale - come anticipata dai social del Tg1 dopo l'interrogatorio del 38enne, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma che si è trovato di fronte al lungo elenco degli elementi d'accusa - risale al 14 aprile 2025, poco più di un mese dopo l'informazione di garanzia che gli era stata notificata nella nuova inchiesta. "Delle tre chiamate - diceva Sempio parlando da solo e imitando a tratti anche una voce femminile - lei ha detto 'non ci voglio parlare con te' (...) era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?' (...) e lei mi ha messo giù (...) ha messo giù il telefono ... Ah ecco che fai la la dura ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice 'non l'ho più trovato' il video (...) io ho portato il video (...) anche lui lo sa ... Perché ho visto .... dal suo cellulare ... Perché Chiara non ... con quel video e io ce l'ho dentro la penna, va bene un cazzo".