Vittima di un gossip giudiziario, mediatico e nero, o carnefice che ha studiato tutto nei minimi dettagli? È ciò che da mesi la Procura di Pavia sta cercando insistentemente di capire su Andrea Sempio, nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. E tracciandone un profilo che appare quantomeno borderline. Tanti gli elementi raccolti nell’indagine su di lui: gli appunti sulle donne, i fogli buttati nella spazzatura, i file sulla violenza, le frasi intercettate in auto e il timore che “quel video” potesse saltare fuori da un momento all’altro.

Il quadro descritto dai magistrati è pesante. Per chi indaga esistono “solidi elementi” sul presunto tentativo di approccio sessuale rifiutato dalla ragazza, sulla possibilità che Sempio avesse visto i video intimi di Chiara e del fidanzato Alberto Stasi, sull’assenza di un alibi e sulle tracce biologiche trovate sotto le unghie della vittima. A questo si aggiunge l’impronta palmare attribuita all’indagato sul muro delle scale della villetta di via Pascoli a Garlasco. Quando pochi giorni fa (il 6 maggio, ndr) viene convocato dai pm, Sempio sceglie di non rispondere. Ma gli investigatori recuperano altro materiale che considerano rilevante. In un sacchetto della spazzatura gettato lontano da Garlasco trovano fogli scritti a mano. Su uno compaiono annotazioni considerate compatibili con la scena del delitto: “cane”, “campanello”, “finestra da fuori”, fino alla frase “Tv che ripete assassino”.