Sessanta operai dell’ex Ilva di Taranto in cassa integrazione con un messaggio whatsapp. Il provvedimento è stato comunicato nelle scorse ore. Destinatari sono dipendenti di Acciaierie d’Italia impiegati nel reparto Treno Lamiere, di cui 25 addetti alla manutenzione e 15 preposti alla sicurezza dell’impianto. Nel reparto interessato solo qualche giorno fa si era verificato un incidente, senza feriti, a causa della caduta di un cappellone – in gergo, una grossa lampada a sospensione – dall’altezza di 20 metri. È accaduto il primo maggio. Un evento classificato come near miss: la caduta è avvenuta infatti in prossimità di un’area frequentata dai lavoratori.

Ex Ilva, operaio ferito da un grossa catena: ennesimo incidente sul lavoro a Taranto

29 Aprile 2026

In una nota congiunta, i sindacati avevano denunciato "gravi criticità sulla sicurezza", affermando che "solo per mera casualità non si sono registrate conseguenze per le persone". Tempo qualche giorno e arriva la comunicazione dell’azienda, definita "una beffa". "Questo – afferma Vincenzo Mercurio, coordinatore provinciale del sindacato Usb - accade proprio nel momento in cui ci si aspettava dall’azienda un intervento efficace a tutela della sicurezza dei lavoratori su impianti e strutture, soprattutto nei reparti che presentano, con evidenza, grandissime criticità. Di fronte a un evento gravissimo, che solo per puro caso non ha provocato vittime, la risposta aziendale sembra quindi essere non quella di investire sul ripristino delle condizioni minime di sicurezza sul lavoro – aggiunge – ma quella di mandare a casa i lavoratori in cassa integrazione. Una scelta che appare ancora più incomprensibile, considerando che gli obblighi di sicurezza e manutenzione sono previsti dalla normativa anche con riferimento agli impianti fermi o non marciante".