PORDENONE - Il legame che veneti e friulani hanno con gli alpini è qualcosa che travalica il tempo. E lo sanno bene le donne degli alpini, che sentono l’orgoglio di appartenere a una storia fatta di sacrificio, dignità e amore per la comunità: significa condividere la quotidianità con chi ha imparato a servire prima di chiedere, a ricostruire prima di lamentarsi, a tendere la mano ancora prima che qualcuno la domandi.

Con questo spirito sono partite ieri in auto per Genova per partecipare all’Adunata nazionale tre sorelle friulane, Fabiola, Gabriella e Michela, indossando le loro magliette con la scritta “Io sono figlia di alpino”. Loro hanno trasformato i valori alpini trasmessi dal papà in un vero e proprio stile di vita, arrivando persino a creare questo insolito “brand”. Hanno fondato l’associazione “Io sono figlia di alpino odv”, con l’obiettivo di raccogliere fondi per beneficenza e tramandare gli insegnamenti e i principi ricevuti dal padre. E oggi quella maglietta e quel messaggio assume un valore ancora più forte alla luce della polemica che sta tenendo banco a Genova in questi giorni.

Alcune associazioni femministe e reti di donne hanno infatti diffuso sui social un vademecum per “affrontare possibili molestie, catcalling e comportamenti sessisti” durante l’evento.