Parole carpite ma anche decine di pagine scritte di suo pugno in cui, in sostanza, racconta la sua esistenza e in cui ammette "di averne passate tante" e di avere "fatto cose brutte".

Un flusso di coscienza andato avanti per anni e dal quale è possibile anche definire il profilo psicologico di Andrea Sempio.

Dalle carte dell'indagine sul caso Garlasco in cui il 38enne è accusato dell'omicidio volontario di Chiara Poggi, emergono gli elementi che secondo gli inquirenti hanno "innescato" il movente del delitto. Nella informativa finale dei carabinieri viene definito il perimetro dell'aggressione, la cui 'scintilla' sarebbe legata a quei video "intimi, espliciti, tra Alberto Stasi e Chiara" che Sempio ebbe modo di visionare facendo scattare in lui - secondo l'accusa - "l'infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata sulla ragazza".

Nell'atto degli investigatori sono citate una serie di intercettazioni ambientali in cui il commesso di un negozio di telefona torna su quanto avvenuto il 13 agosto del 2017. Parole 'spezzate', riferimenti alle "tre telefonate" fatte a casa Poggi, alla reazione di Chiara che con "lui non ci voleva parlare". Un rifiuto che avrebbe fatto scattare la sua furia omicida e di cui parla in una intercettazione del 14 aprile dello scorso anno. In auto, in un lungo soliloquio, il 38enne non nasconde il disappunto per la reazione di Chiara definendola una "bella stronza". Parlando del video, Sempio fa riferimento anche "ad una figura maschile" che sarebbe "stata a conoscenza del fatto che lui "lo avesse visionato ed addirittura ne potesse detenere una copia".