Prima i colpi al volto, sferrati mentre Chiara Poggi era ancora in piedi. Poi la caduta a terra, con la vittima che cerca di fuggire a quella furia, ma lui la raggiunge. È la nuova ricostruzione del delitto di Garlasco contenuta nell’avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio, accusato dell’omicidio della ventiseienne avvenuto il 13 agosto 2007.

Per i pm, dopo una breve colluttazione, Sempio avrebbe colpito Chiara «in regione frontale sinistra e zigomatica destra», facendola cadere. Quindi l’avrebbe trascinata verso la porta della cantina. Qui la ragazza avrebbe tentato ancora di reagire, mettendosi carponi, ma sarebbe stata raggiunta da almeno altri tre o quattro colpi alla testa, tali da farle perdere i sensi. A quel punto il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale e colpito ancora alla nuca con almeno quattro o cinque colpi, «nonostante la stessa fosse già incosciente». In tutto almeno dodici lesioni tra cranio e volto, che per la Procura descrivono «l’efferatezza dell’azione omicidiaria». Secondo l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, sono due le possibili fasce orarie del delitto: tra le 9.12 e le 9.58 e tra le 9.58 e le 11.25.

La Procura di Pavia mette così nero su bianco la sua nuova verità: a uccidere Chiara sarebbe stato Andrea Sempio, l’amico del fratello, respinto dopo un approccio sessuale. Al 38enne vengono contestate le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti. L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dalla Procura guidata da Fabio Napoleone, rappresenta il passaggio più delicato dell’inchiesta bis sul delitto di 19 anni fa e apre ora la strada alla richiesta di processo.