"È stato costretto a subire vessazioni verbali, umiliazioni morali e percosse fisiche. La sua dignità è stata gravemente lesa: l'uomo, oltre che il detenuto, si è visto 'spogliato' non solo materialmente, ma anche metaforicamente, rimanendo nudo di fronte a una inaccettabile, violenta e gratuita ostentazione di potere".
“Quel detenuto lo abbiamo spaccato”: ecco perché i giudici hanno condannato sette agenti per tortura
di Giada Lo Porto
07 Febbraio 2026
È così che il tribunale di Torino, nel descrivere l'esperienza patita da uno dei reclusi, spiega le ragioni per le quali ha ritenuto sussistente il reato di tortura in un processo contro un gruppo di agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere del capoluogo piemontese. Il passaggio è contenuto nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 6 febbraio hanno inflitto a otto imputati (non tutti chiamati a rispondere di tortura) pene comprese fra i 3 anni e 4 mesi e i cinque mesi di reclusione.















