Prima le minacce a una conoscente che non voleva prestargli poche decine di euro, poi l'incendio della porta dell'abitazione della donna. Sono i gesti che hanno portato un torinese di 42 anni ad essere processato a Palazzo di giustizia.

In primo grado l'uomo era stato condannato a un anno e quattro mesi; oggi, accogliendo un ricorso dell'avvocato difensore, Attilio Molinengo, la Corte d'Appello ha ridotto la pena a undici mesi.

La vicenda risale al novembre del 2021. Al momento dell'incendio, in una palazzina del quartiere Barriera di Milano a Torino, la donna era in casa con la figlia (entrambe si sono costituite parte civile con l'avvocato Andrea Professione). Del corso del suo intervento il procuratore generale ha insistito sui precedenti dell'imputato, che ha alle spalle una condanna per un altro tentativo di incendio nel 2017, descrivendolo come una persona «incapace di controllare i propri istinti», e ha affermato che la pena inflitta in primo grado «era il minimo sindacale». La corte, però, ha escluso la recidiva.

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