Il ministero dell'Economia e delle Finanze porta in Europa le indicazioni avute dalle Camere per tutelare famiglie e imprese dalle ripercussioni economiche del conflitto in Iran e del caro-energia. Roma fa sponda con Germania, Portogallo, Austria e Spagna nel chiedere di aprire la discussione sull'introduzione di una tassa a livello europeo sugli extra-profitti delle società energetiche. La linea è quella della lettera congiunta inviata alla Commissione europea nelle scorse settimane. A frenare è però il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, non c'è alcuna iniziativa Ue, ma è una soluzione che gli Stati possono adottare. In generale la risposta a Roma è di attenersi a risposte mirate. La politica di «attendere e vedere» è finita, è stata la posizione del Tesoro nella riunione di ieri dell'Eurogruppo, «ora è il tempo di agire».

Via XX Settembre sollecita una risposta coordinata della Ue. Al conflitto nel Golfo Persico si sommano i nuovi dazi al 25% su camion e auto europei annunciati nel weekend dal presidente statunitense Donald Trump. Su quest'ultimo punto tra i ministri delle finanze dell'area euro ieri è emersa cautela, per non far deragliare i rapporti transatlantici con Washington. Sulla risposta al caro prezzi e alla fiammata di petrolio e gas le capitali parlano invece con voci differenti.