Alpini: il nemico pubblico per gli antifascisti. La sinistra genovese ha inquadrato il bersaglio e non vuole lasciarlo, almeno non vuole smettere di tenerlo nel mirino fino a quando, nel capoluogo ligure, si terrà la loro prossima adunata. Il circoletto in rosso sul calendario è già posizionato. Andiamo dall’8 al 10 maggio per il 97° raduno delle Penne Nere. No pasaran è il motto. Gli ultimi insulti?

Giusto qualche giorno fa. La data attorno al primo maggio ha solleticato la mano di anonimi scrittori metropolitani che hanno lasciato, sul selciato del centro storico della Superba, alcune scritte. Il tenore dell’inchiostro, arancione per non passare inosservati, va da “attenzione alpini, molestatori in città” a “remigriamo gli alpini”. Il registro non è poi differente dal post social che “Non una di meno” ha pubblicato, sui propri canali liguri, lo scorso 19 aprile. Per l’occasione, volantino fucsia dal titolo “Genova militare”, sottotitolo “Notizie nostalgiche”.

SILVIA SALIS, LO SFOGO CLAMOROSO: "IO PUT***NA? ALLA FINE PAGHERÀ"

"Chi mi ha dato della put... sui social alla fine pagherà. In questi giorni abbiamo definito il risarcimento...

Viene da sbadigliare perla monotonia, ma leggiamo. «Siamo in guerra. E Genova festeggia». Ma davvero? Non ce ne siamo accorti. «Come transfemministe, ci sfugge scrivono - a quale senso di collettività dovremmo contribuire. Forse quello di non turbare l’euforia nazionalista e patriottica che da sempre accompagna le adunate, sopportando in silenzio le celebrazioni di un mondo fatto di divise, maschilità tossica e cameratismo militaresco come strumento di coesione sociale e di orgoglio nazionale?». Verrebbe quasi da dire: ma hanno anche dei difetti, questi alpini?