«Attenzione Alpini, molestatori in città», «Remigriamo gli Alpini», e ancora: «Alpini e militari, molestie seriali». A una settimana dall’Adunata nazionale degli Alpini, in programma a Genova il prossimo fine settimana, l’accoglienza polemica di una parte di città è già un caso politico. Le scritte di contestazione del raduno sono comparse nella notte sul selciato di piazze e strade del centro storico, e tra i primi a rilanciarle è stato per paradosso ma non troppo il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini.
Se in città l’arrivo degli Alpini in città ha messo d’accordo una fronte abbastanza ampio di insofferenza nei confronti dell’evento, dalle immancabili proteste dei cittadini sui disagi che la tre giorni e l’arrivo di 400mila persone comporterà in termini di traffico, limitazioni e chiusure fino alla polemica dei venditori ambulanti impossibilitati a lavorare per strada, le scritte contro l’adunata parrebbero rifarsi ai modi della contestazione di collettivi femministi e autonomi.
«Rimuovere quelle scritte sarà un atto dovuto per tutelare l’onore di chi, da sempre, serve il Paese con dedizione e spirito di sacrificio – ne hanno fatto bandiera da subito i consigliere comunali della Lega, in testa la capogruppo Paola Bordilli – Attendiamo ora di sapere dall’assessore alla sicurezza se dall’uso delle videocamere si risalirà ai vandali».











