E meno male che in Consiglio comunale Silvia Salis era stata ecumenica: «Invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea». In città, a Genova, sono attese circa 400mila persone per la 97esima adunata nazionale degli alpini (evento che torna nel capoluogo ligure a 25 anni di distanza). E il sindaco, per uscire dall’impasse, ha pensato bene di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, senza cedere all’estremismo delle militanti di “Non una di meno”, ostili alla celebrazione delle “penne nere” sull’onda dei presunti casi di molestie denunciati nelle precedenti edizioni di Biella e Rimini (nei giorni scorsi era stato diffuso un vademecum anti-«comportamenti inappropriati», con tanto di consiglio di portare con sé un fischietto). Questo a parole. Nei fatti, invece, Salis ha scelto di seguire la linea dura prima ancora dell’inizio dell’adunata - previsto per domani- sgomberando il mini accampamento allestito dalle penne nere nei giardinetti di via Ceccardi, nel centrale quartiere della Foce.

LE PROTESTE E L’AZIONE

È accaduto, infatti, che alcuni alpini arrivati a Genova si siano sistemati - con una decina di tende, un bagno chimico e un gazebo - all’aperto (gli hotel sono pieni). Da qui le proteste di alcuni residenti, che hanno allertato il 112. A quel punto sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, che dopo aver verificato la mancanza di autorizzazione hanno invitato gli alpini a sgomberare. Inevitabili le polemiche politiche, con il centrodestra che ha subito contestato il doppio registro della “sindaca”. «A sgomberare dieci alpini in tenda il Comune di Genova è stato velocissimo», ha scritto Matteo Salvini su Facebook. «I cittadini si aspettano altrettanta solerzia per tutti gli altri bivacchi e accampamenti abusivi da parte di gente che spaccia, deruba, accoltella e molesta i genovesi», ha aggiunto il vicepremier. Sul punto, il leader della Lega ha trovato la sponda di Fratelli d’Italia. «È inaccettabile che un evento come l’adunata degli alpini venga raccontato come un problema di ordine pubblico prima ancora che inizi», ha affermato il deputato Silvio Giovine. «Parlare di molestie o disagi in termini preventivi significa mancare di rispetto a centinaia di migliaia di uomini e donne che incarnano servizio e altruismo», ha aggiunto il parlamentare.