Stamattina alla sfilata degli Alpini non ci saranno i muli, non accadeva dal’ 94, e forse il motivo è che a Genova burocrazia a parte, ci arriviamo - ci sono già abbastanza asini. Alcuni, una quarantina, l’altra notte fino alle cinque si sono dimenati in centro come posseduti. Erano asini particolari, ciuchini-techno ispirati dall’unica iniziativa per cui finora si ricordi il sindaco Silvia Salis oltre all’innalzamento di molte gabelle e alla copertina su Vanity Fair, ossia il festival di musica spacca timpani di inizio aprile, in piazza Matteotti, di fronte a Palazzo Ducale dove in questi giorni gli Alpini hanno allestito l’ufficio stampa. Fuori dal Parco Brignole, dove le penne nere hanno invece allestito un museo a cielo aperto, i techo-ciuchini hanno tenuto sveglio il quartiere con un’enorme cassa musicale da cui usciva un tizio che sbraitava: «La musica è frenetica/Le mani allo zenit/La musica è frenetica/Visione sintetica», e se le parole era altre il maestro ci perdonerà. Tum-tum-tum! I bassi hanno fracassato le orecchie e non solo. Alla fine, ma era buio e dalla finestra non si vedeva tutto, dev’essere intervenuto un vigile chiamato da qualche malcapitato residente. Un ossesso ha urlato: «Oh, raga, ci mandano via!». «Andiamo al porto antico!» gli ha risposto una ragazza. Vadano a ragliare al largo!
Alpini, l'ultimo delirante sfregio: Genova, lo stop ai muli di Silvia Salis | Libero Quotidiano.it
Stamattina alla sfilata degli Alpini non ci saranno i muli, non accadeva dal’ 94, e forse il motivo è che a Genova burocrazia a part...













