VENEZIA - Nonostante il quadro internazionale rimanga segnato da una profonda instabilità geopolitica e da una congiuntura economica incerta, le strutture alberghiere veneziane viaggiano verso il "sold out" per la settimana inaugurale della Biennale d'Arte (la pre apertura sarà dal 6 all'8 maggio). A conferma di come il tradizionale evento culturale continui a esercitare una forza attrattiva tale da compensare i timori legati allo scenario mondiale, garantendo un afflusso di visitatori altospendenti che stanno facendo registrare il tutto esaurito anche per quanto riguarda l'offerta alberghiera di fascia alta. «Siamo pienissimi commenta Chiara Vierchowod, direttrice al Ca' di Dio, con posizione "strategica" per raggiungere Giardini e Arsenale Arriviamo al 100% di occupazione per almeno le prossime due settimane, dopodiché scenderemo attorno al 90%. Non abbiamo ricevuto cancellazioni nell'ultimo periodo, la situazione geopolitica non è tra le migliori, ma non ne stiamo risentendo».
Biennale, la città diventa 'incubatore artistico': le installazioni fra calli e palazzi
I clienti in arrivo vengono anche da Emirati Arabi e sud est asiatico, oltre che dall'Europa: gruppi per la Biennale, comprendenti artisti e curatori di mostre, che pernottano in media 4-5 giorni. «La nostra clientela è comunque per la maggior parte americana e inglese», spiega. «La Biennale d'Arte ha sempre attirato tanto, ma quest'anno ancora di più. C'è stato un maggior anticipo a livello di prenotazioni, rispetto alla solita tendenza riflette Pamela Merlini, general manager del Papadopoli Siamo al completo da settimane. Di solito, sotto data, si registravano le classiche cancellazioni dell'ultimo minuto, ma questa volta la lista d'attesa è lunga». Americani e francesi sono la nazionalità prevalente; poi europei e Paesi come la Thailandia. «Una clientela prosegue molto altospendente: la Biennale di fatto porta ad aumentare le tariffe e chi raggiunge la città per visitare i Padiglioni genera un importante indotto, tra ristoranti, taxi e bar in cui ci si reca. Gli eventi collaterali legati a questo periodo? Ricordo che gli anni scorsi se ne parlava di più, mentre in questo 2026 l'atmosfera mi sembra meno frizzante in tal senso».









