VENEZIA - Code già mezz'ora prima dell'apertura delle biglietterie, ingressi affollati ai Giardini e all'Arsenale e un flusso continuo di visitatori sin dalle prime ore del mattino. Anche ieri, la 61. Esposizione Internazionale d'Arte della La Biennale di Venezia conferma il forte richiamo attorno a "In Minor Keys", la mostra curata da Koyo Kouoh - che ci ha lasciato un anno fa esatto, il 10 maggio 2025 - che sta trasformando Venezia in uno dei principali crocevia mondiali dell'arte contemporanea.
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A colpire, più dei numeri assoluti, è soprattutto la composizione internazionale della manifestazione. Nei quattro giorni di pre-apertura, dal 5 all'8 maggio, i giornalisti accreditati sono stati 3.733, di cui 2.641 appartenenti alla stampa estera: il 70% del totale, contro il 30% italiana. Un dato che restituisce la dimensione globale della Biennale Arte e la distingue da altri grandi eventi veneziani, con una presenza fortemente orientata verso le principali testate culturali internazionali, tra curatori, critici, magazine specializzati e media provenienti da tutto il mondo. Complessivamente, gli accreditati nei giorni di preview sono stati 27.935, con una crescita del 4% rispetto alla Biennale Arte 2024. Da sabato, con l'apertura al pubblico, sono inoltre aperte le votazioni per i "Leoni dei Visitatori", il riconoscimento assegnato dal pubblico a un artista partecipante alla Mostra Internazionale e a una partecipazione nazionale della 61. Esposizione, sulla base delle preferenze espresse dai visitatori che hanno visitato entrambe le sedi di mostra, Giardini e Arsenale.








