La sessantunesima Biennale Arte di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre, si conferma come uno degli appuntamenti culturali più importanti a livello internazionale, capace di trasformare l’intera città in un grande laboratorio diffuso di arte contemporanea. Le sedi principali restano tuttavia quelle storiche dei Giardini e dell’Arsenale, entrambe nel sestiere di Castello, che diventa così il punto di partenza ideale per vivere l’evento.

Lasciandosi alle spalle i palazzi sontuosi del Canal Grande e la folla incessante di Piazza San Marco, Venezia cambia improvvisamente ritmo: il paesaggio si fa più arioso e assume una dimensione più quotidiana e vissuta. Via Garibaldi — una delle pochissime “vie” della città — rappresenta il cuore pulsante del sestiere: ampia, luminosa, attraversata da botteghe, mercati e piccoli locali.

Il bistrot di Picasso

Poco distante, i Giardini della Biennale, noti anche come Giardini Napoleonici, offrono uno dei rari polmoni verdi di Venezia, sosta irrinunciabile nelle calde giornate primaverili, dove si trova anche un locale storico, In Paradiso, bistrot-ristorante affacciato sul Bacino di San Marco. Da oltre un secolo questo piccolo edificio immerso nel verde ha rappresentato un punto d’incontro internazionale per artisti, critici e collezionisti. Tra i suoi tavolini si racconta siano passati protagonisti assoluti del Novecento — da Rodin a Klimt, da Kandinsky a Picasso, fino ad Andy Warhol — insieme a figure come Peggy Guggenheim e le numerose fotografie presenti sulle pareti del locale conservano il ricordo di questa intensa vita culturale. La terrazza affacciata sull’acqua resta il suo elemento più suggestivo e certamente di grande fascino, ma la forte notorietà e il continuo afflusso turistico finiscono talvolta per incidere a discapito della qualità complessiva dell’esperienza.