Nessun 'invito formale' a Mosca; la verifica puntuale del rispetto del regime delle sanzioni nei confronti della Russia e "dell'osservanza della normativa da parte dei progetti presentati"; la soluzione trovata per far fronte al taglio del cofinanziamento da 2 milioni in tre anni da parte dell'Europa e la scelta delle dimissioni della Giuria internazionale, informata del "personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni" non solo a carico dell'artista dell'artista rappresentante Israele, Belu-Simion Fainaru, autore di una diffida, ma anche della stessa Fondazione.
Sono in sintesi i punti contenuti nelle sette pagine di Relazione messa a punto dagli ispettori inviati dal ministero della Cultura alla Biennale di Venezia, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, dopo le polemiche per la riapertura del Padiglione russo, come anticipa il sito del Corriere della Sera. Per quanto riguarda i fondi Ue, la Biennale - si legge - fa mettere a verbale che in attesa di rispondere a Bruxelles nel "bilancio 2025 è stato prudenzialmente iscritto a fondo rischi la quota dell'acconto ricevuto che si riferisce al 2026-2027, la quota per gli anni 2026-2027 è attualmente prevista nel budget 2026 della Fondazione (di recente approvato dal ministero dell'Economia e delle Finanze e dall'Autorità vigilante) e il Consiglio, per il momento, si è riservato ogni decisione".














