Il ministero della Cultura manda gli ispettori alla Biennale di Venezia. I funzionari sono in viaggio verso la fondazione, dove acquisiranno nuovi documenti relativi alla riapertura del padiglione russo, da settimane al centro di polemiche nazionali e internazionali.

Secondo quanto si apprende, la necessità di ulteriori controlli sarebbe legata alla decisione della giuria dell’esposizione, la scorsa settimana, di escludere dai premi la Federazione Russa e Israele perché guidati da leader “accusati di crimini contro l’umanità”.

A inizio marzo il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha chiesto ufficialmente alla Biennale di fornire la documentazione sulla partecipazione della Russia alla mostra per verificarne la «compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore». Non solo i verbali del cda, ma la «copia integrale» della corrispondenza fra l’istituzione guidata da Pietrangelo Buttafuoco e i russi. Secondo il Mic, il carteggio ricevuto dalla Biennale nelle settimane successive sarebbe invece parziale. Il Collegio romano, ad oggi, non ha ancora reso noti, ufficialmente, i risultati dell’istruttoria.

Biennale, visti agevolati per gli artisti russi. L’aiuto dell’ambasciata

di Serena Riformato