VENEZIA - Due giorni di ispezione. Nel pomeriggio di mercoledì 29 aprile l'"interrogatorio" durato tre ore e un quarto, dalle 15:30 alle 18:45. L'indomani, dalle 10, il sopralluogo all'Arsenale e ai Giardini. E adesso l'attesa del verdetto: cosa farà il ministero della Cultura nei confronti della Biennale? Accetterà le spiegazioni date dalla Fondazione sulla partecipazione della Russia alla 61. Esposizione d'Arte? Comprenderà che Putin non aveva bisogno di chiedere alcun permesso di partecipazione perché il Padiglione russo è suo sin dai tempi di Nicola II? Quali determinazioni assumerà in merito alla decisione della giuria, prima che la stessa si dimettesse, di escludere dai premi sia Russia che Israele? Chi ha avuto modo di leggere le 7 pagine del verbale dell'ispezione, racconta che siano questi i nodi della querelle.

L'ispezione, che qualcuno ha definito "interrogatorio" per il tono delle domande dei rappresentanti del ministero della Cultura, era stata preannunciata nel pomeriggio di martedì 28 aprile. L'indomani erano tutti seduti attorno allo stesso tavolo. Per il ministero c'erano Luca Maggi e Arianna Proietti del Servizio ispettivo, Orsola Bonifati della Direzione Creatività contemporanea, Valerio Sarcone vice capo di Gabinetto del ministro Alessandro Giuli. Per la Biennale il direttore generale Andrea Del Mercato con Debora Rossi, Francesca Oddi e Martina Ballarin della Direzione Affari legali.