Ampio spazio è dedicato anche alla verifica del rispetto delle sanzioni europee nei confronti di Mosca. La Fondazione si riferisce di aver svolto controlli ''in ogni momento possibile'' sull'osservanza del quadro normativo, nei limiti delle informazioni disponibili e senza possibilità di intervento diretto sui progetti presentati. L'obiettivo dichiarato è stato quello di verificare la conformità delle iniziative alle restrizioni vigenti, pur in un contesto operativo complesso. Ulteriore precisazione riguarda la natura dell'evento inaugurale, il vernissage previsto tra il 5 e l'8 maggio, definito come appuntamento privato, su invito e non aperto al pubblico. Per questa ragione non sarebbe prevista la presentazione della Scia per manifestazioni pubbliche. La Biennale aggiunge inoltre che, in base alle sanzioni attualmente in vigore, la Federazione russa non potrebbe comunque ottenere le autorizzazioni necessarie per aprire il padiglione al pubblico durante il periodo espositivo. La Biennale informa comunque che, per decisione della Fondazione, "nella corrente edizione del catalogo edito da Biennale non sarà presente la sezione relativa alla partecipazione della Federazione Russa in quanto la partecipazione della Russia è in corso di approfondimento alla luce del quadro normativo vigente". Sul piano più generale, la Fondazione ribadisce la propria natura giuridica, distinguendo il modello della Biennale da quello di Expo: non si tratterebbe di una manifestazione che seleziona direttamente gli Stati partecipanti, ma di una piattaforma in cui i Paesi scelgono autonomamente di aderire.