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La relazione del ministero esclude errori da parte dell'ente. Proteste delle Pussy Riot
Mentre Venezia gestiva il tradizionale picco di turisti del ponte del Primo Maggio, complice anche il bel tempo, il meteo è rimasto parecchio variabile su Ca' Giustinian, quartier generale della Biennale di Venezia. La relazione stilata dagli ispettori mandati dal Ministero della Cultura ha prodotto un documento di sette pagine che arriverà oggi sul tavolo di Palazzo Chigi in cui si dice, sostanzialmente, che la Federazione Russa non è stata invitata formalmente dalla Biennale e che nessun documento previsto per la procedura di partecipazione è stato sottoscritto (circostanza, peraltro, non limitata dal solo padiglione russo ma anche ad altri padiglioni storici). Detto questo e il punto è piuttosto rilevante la verifica degli ispettori del Mic esclude violazioni relative alle sanzioni della Ue sulla Russia. L'esito del rapporto non appare dunque sanzionatorio: il Padiglione Russo, in ogni caso, "non può essere accessibile nel periodo di apertura al pubblico della mostra". Nel catalogo dell'edizione di quest'anno, e questo lo comunica la Biennale, non ci sarà la sezione dedicata alla Russia, proprio per l'approfondimento del quadro normativo ora in corso. Resta aperta una questione più squisitamente giuridico-amministrativa, con alcuni passaggi di applicazione del regolamento della Biennale che avrebbero richiesto, vista la situazione, maggiore cautela. Il documento si concentra poi sulla perdita del cofinanziamento europeo (2 milioni di euro in 3 anni) e sulle dimissioni della giuria internazionale, avvenute all'indomani delle dichiarazioni (rilasciate al nostro Giornale) su una possibile richiesta di risarcimento danni per discriminazione razziale da parte dell'artista israeliano Belu-Simion Fainaru, in seguito all'annuncio dei giurati di voler escludere Russia e Israele dai premi. Ora che, come è noto, Leoni "ufficiali" non ci saranno e che a decidere eventuali menzioni e riconoscimenti saranno i visitatori della mostra (alla sua chiusura, a novembre), si può confermare che il Padiglione Russo resta nel programma delle partecipazioni nazionali, pur non essendo tecnicamente visitabile dal grande pubblico.
















