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L'istituzione veneziana replica alle ricostruzioni apparse on line. "Nessun divieto aggirato. Violata la privacy, siamo stupefatti"

Domenica soleggiata a Venezia, ma solo meteorologicamente. Ancora nuvoloni sull'affaire Russia. Dopo la scelta che segna un precedente storico - del ministro della Cultura Alessandro Giuli di non partecipare alle giornate di apertura e all'inaugurazione, in netta contrapposizione con la scelta della Biennale di accogliere la partecipazione della Russia (assente da quattro anni), la Biennale di Venezia ribadisce "l'assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità. Nessun divieto delle sanzioni europee è stato aggirato, come affermato da ricostruzioni giornalistiche. Le sanzioni sono state rigorosamente applicate. Siamo stupefatti pertanto che tali ricostruzioni falsate siano emerse dal visionamento di documenti interni inviati all'Autorità di Vigilanza della Biennale, contenenti oltretutto riferimenti a terzi, evidentemente diffusi contro ogni deontologia, procedura e rispetto delle norme della privacy".