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Il nuovo episodio dopo l’incursione avvenuta mercoledì: le manifestanti fermate dalla polizia

Biennale di Venezia senza pace: dopo il blitz di ieri, le Pussy Riot sono tornate in azione tentando di raggiungere Piazza San Marco, ma sono state bloccate dalle forze dell’ordine. Le rappresenanti del collettivo femminista russo, supportato da quello ucraino Femen, si sono radunate nel piazzale della chiesa di San Moisè, e da qui si sono dirette verso la celebre piazza della Serenissima: la loro corsa è stata interrotta dopo circa una trentina di metri dall’intervento di un cordione di polizia che è riuscito a intercettarle nelle immediate vicinanze di Cà Giustinian, palazzo ubicato nel sestiere di San Marco e affacciato sul Canal Grande, dove ha sede la Fondazione della Biennale.

A questo punto la leader delle Pussy Riot Nadya Tolokonnikova è entrata all’interno dell’edificio, con l’obiettivo di essere ricevuta dal presidente Pietrangelo Buttafuoco. Dal momento che quest’ultimo era fuori sede per via di un impegno all’Arsenale, la donna è stata accolta da un funzionario della Fondazione, che le avrebbe consigliato di inviare un’e-mail contenente il suo numero di telefono per poter essere successivamente ricontattata dal presidente.