È alta tensione davanti al Padiglione russo della Biennale di Venezia, dove è stata schierata anche la polizia. Guidati dalle femministe punk rock russe Pussy Riot e dalle attiviste ucraine di Femen sta andando in scena una dura protesta con tanto di slogan e fumogeni ai Giardini Venezia. "RUSSIA kills! BIENNALE exhibits!" (La RUSSIA uccide! La BIENNALE espone!), "Disobey! Disobey! Disobey!" (Disobbedisci! Disobbedisci! Disobbedisci!), "Art for show, graves below!" (Arte in mostra, tombe sotto!), "Blood is RUSSIA's art!" (Il sangue è l'arte della RUSSIA!), "Slava Ukraini!" (Gloria all'Ucraina!): sono alcuni delle frasi scandite in inglese da alcune decine di manifestanti.

Alcune manifestanti indossavano passamontagna rosa, altre avevano il torso nudo con corone di fiori e scritte dipinte sul corpo. Altri ancora impugnavano chitarre, simulando un'esibizione mentre dai grandi altoparlanti portatili uscivano musica punk e hip-hop. Il tutto è avvenuto in occasione dell'opening ufficiale. Qui un cordone della Polizia di Stato si è schierato all'ingresso per impedire un blitz di manifestanti per la maggior parte ucraini e di cittadini russi anti-Putin residenti in vari paesi europei.

BIENNALE DI VENEZIA, PERCHÉ NON È UNA SCELTA LIBERALE FAR PARTECIPARE GLI ARTISTI RUSSI