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Ultimo aggiornamento: 19:43

Le Pussy Riot e le Femen hanno fatto irruzione alla Biennale di Venezia con una protesta davanti al Padiglione della Russia finito al centro di una polemica politica e non per essere stato ospitato all’evento.

La protesta, a cui hanno preso parte una ventina di partecipanti, è durata circa 15 minuti: alcune attiviste avevano il volto coperto da un passamontagna rosa mentre altre hanno sventolato bandiere ucraine a seno scoperto con scritte dipinte sul torso nudo. Urlati anche slogan contro Mosca ed esposti manifesti.

Le Pussy Riot, il collettivo punk rock russo noto per il loro arresto in Russia con l’accusa di ‘teppismo e istigazione all’odio religioso’ per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un’esibizione non autorizzata contro Putin avevano preannunciato la protesta alla quale si sono unite poi le Femen, il movimento femminista di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008.