A Palazzo Chigi ci hanno fatto quasi l'abitudine. E così la premier Giorgia Meloni e i suoi ministri restano basiti sì, ma impassibili di fronte all'ennesima stoccata di Donald Trump. Il siluro parte dallo Studio Ovale e punta ancora una volta contro Roma. Trump minaccia di togliere le truppe americane dallo Stivale. Il "ponte" fra Europa e Stati Uniti tante volte invocato a queste latitudini torna a vacillare.

È una minaccia seria? Davvero da Washington partirà l'ordine di rimuovere almeno una parte dei 13mila militari a stelle e strisce dislocati nelle basi della penisola? «Non abbiamo avvisaglie immediate di un ritiro dei soldati» spiegano a caldo dai piani altissimi del governo, mentre la premier e i suoi - il ministro della Difesa Guido Crosetto viene raggiunto dalla notizia mentre è in missione in India - si confrontano sull'ultimatum del Tycoon. «Una riduzione delle truppe Usa in Italia? Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani», ha detto il ministro della Difesa.

Da mesi in realtà si valuta ogni scenario. Anche un disimpegno militare statunitense in Europa che è già nei fatti, perché previsto dalla nuova Strategia per la sicurezza nazionale targata Trump che promette di concentrare uomini, mezzi e risorse sul quadrante Indo-Pacifico, ovvero nella sfida alla Cina, sottraendole al quadrante europeo. La fretta e furia con cui Trump vuole chiudere la guerra in Ucraina, come ha chiarito il presidente repubblicano nell'ultima telefonata a Vladimir Putin, non è che il primo tassello di un puzzle più ampio.