Stazioni di telecomunicazioni, comandi di vario rango, basi terrestri, navali ed aeree: è ampia la presenza militare statunitense sul territorio italiano. Il numero totale delle installazioni, incluse le strutture minori come radar e depositi di armi, oscilla tra 100 e 120.

Secondo gli ultimi dati disponibili del Dipartimento della Difesa, sono 12.600 i militari Usa di stanza nello Stivale: si tratta del secondo contingente in Europa, per dimensioni, alle spalle di quello presente in Germania.

Le basi possono essere ricondotte a due principali categorie: quelle concesse agli Stati Uniti che, pur essendo sotto la supervisione italiana vedono il controllo militare di Washington su equipaggiamenti e operazioni, e le basi a comando condiviso tra Italia, Usa e Nato. Ci sono inoltre quelle Nato gestite dall’Alleanza e le basi italiane messe a disposizione della Nato.

Le base operativa principale è quella aeronautica di Aviano, che ospita oltre il 65% dei militari Usa. Qui sono di stanza i caccia F-16 del 31° stormo dell’Air Force e sono stoccate le bombe nucleari tattiche B-61 (parte del dispositivo di deterrenza della Nato). C’è poi Sigonella, in provincia di Catania, il principale hub aeronavale per le operazioni Usa nel Mediterraneo, dove fanno base i droni in grado di volare su Africa e Medio Oriente. A Camp Ederle (Vicenza) sono invece di stanza i paracadutisti della 173° brigata e ha sede il Comando Africa delle forze armate Usa. A Napoli, poi, ci sono il comando della VI flotta e il comando del Fronte Sud della Nato. Una delle più importanti basi logistiche fuori dagli Usa si trova invece a Camp Derby (Pisa), che ospita milioni di munizioni e bombe di vario tipo. Sul territorio nazionale sarebbero inoltre presenti una ventina di installazioni “segrete”, di cui non è possibile conoscere la posizione per ragioni di sicurezza.