AVIANO (PORDENONE) - Dalle piste di Aviano in Friuli ai reparti della caserma Ederle di Vicenza, l’ipotesi di una riduzione della presenza militare americana in Italia apre interrogativi che vanno ben oltre i confini delle singole basi militari Usa. È un tema che intreccia sicurezza internazionale, occupazione e ricadute economiche sui territori. Ad Aviano, dove lavorano 724 dipendenti civili italiani, il possibile ridimensionamento viene osservato con attenzione crescente: in gioco non c’è solo l’equilibrio strategico, ma un sistema che da anni sostiene lavoro e indotto locale.
Le dichiarazioni del presidente Donald Trump su possibili tagli alle truppe in Europa hanno riacceso i timori. A rafforzarli, la decisione del Pentagono di ritirare circa 5.000 militari dalla Germania, scenario che coinvolge anche altri Paesi, tra cui l’Italia. Ad Aviano, però, le certezze restano poche. «Non abbiamo nessuna comunicazione ufficiale», sottolineano entrambi gli esponenti delle due sigle sindacali che affiancano i dipendenti italiani della Base. Roberto Del Savio, coordinatore della Fisascat/Cisl e Angelo Zaccaria della Uiltucs, aggiungono: «Parlano di chiusura, ma noi non abbiamo certezze né sentori».






