PORDENONE - A far recapitare l'invito alle organizzazioni sindacali è stato direttamente il colonnello Beau Diers, cioè la massima autorità militare della base Usaf di Aviano. E no, non erano buone notizie. Anzi. Il contenuto - stringato ma sincero - del messaggio che Diers doveva portare suo malgrado ai sindacati era di quelli pesanti: gli stipendi degli oltre settecento dipendenti civili italiani dell'installazione militare avianese, infatti, non sono certi. O meglio, al momento non è certa la data del loro pagamento. E deriva tutto dallo shutdown, cioè dal blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti d'America. Una procedura che si attiva se il Congresso non approva la legge di bilancio. Solamente che questa volta le conseguenze rischiano di piovere sulla testa di oltre 700 dipendenti italiani.

La convocazione è arrivata alle organizzazioni sindacali locali ieri mattina. «Il comandante della base Usaf di Aviano - ha fatto sapere Roberto Del Savio, coordinatore sindacale della Fisascat Cisl - ci ha convocati portando sul tavolo un potenziale problema che riguarda il mese di ottobre. In sostanza ci ha allertati a proposito del fatto che gli stipendi del periodo indicato non vengano pagati in tempo. Ci teneva a darci questa comunicazione in anteprima e ha anche assicurato che per quanto in suo potere farà di tutto affinché questo non succeda». Ma certamente la preoccupazione - sia quella delle sigle sindacali che quella dei singoli dipendenti - è cresciuta a dismisura nell'arco di una sola giornata.