L'appuntamento è per venerdì mattina a Palazzo Chigi.
Giorgia Meloni riceverà il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio alle 11.30, e il tenore del messaggio che affiderà all'inviato di Donald Trump è intuibile dal modo con cui la premier ha commentato la minaccia del presidente Usa di ritirare i militari americani dall'Italia.
"È una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei", sottolinea in un breve punto stampa a Erevan, in Armenia, dopo aver partecipato al vertice della Comunità politica europea e prima di volare a Baku, per una visita lampo in Azerbaigian, secondo Paese fornitore di gas e petrolio per l'Italia. "Però - puntualizza Meloni - una cosa ci tengo a dirla: l'Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni sottoscritti, particolarmente in ambito Nato, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti, in Afghanistan, in Iraq. Alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette. Anche perché a livello di Patto atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo".
Senza mai nominarlo esplicitamente, Meloni mette in fila le risposte a tutte le accuse lanciate negli ultimi mesi da Trump, che hanno generato forti tensioni transatlantiche. E stigmatizza ancora la scelta di Washington di non coinvolgere gli alleati prima di lanciare l'offensiva in Iran, con le cui ricadute economiche ora il mondo deve fare i conti. Il rapporto con il presidente Usa di questi tempi è visto ai piani alti del governo come kriptonite, e ancora si ragiona sull'impatto che può avere avuto sulla debacle al referendum sulla giustizia. Per questo l'incontro con Rubio sarà preparato con cautela: sarà cordiale, si ragiona nell'esecutivo, ma Meloni terrà il punto. Mediaticamente, può aiutare anche il fatto che il focus della missione italiana di Rubio sarà l'incontro con il Papa. Il Dipartimento di Stato Usa, specifica che "gli incontri con le controparti italiane saranno focalizzati su interessi condivisi di sicurezza e sull'allineamento strategico", con l'obiettivo di "far progredire le relazioni".












