Roma, 7 mag. (askanews) – A Palazzo Chigi continuano a definirla “visita di cortesia”. D’altra parte, in tempi di tensioni mai così esplicite con Donald Trump, Giorgia Meloni ha tutto l’interesse a mostrare che la volontà di disgelo non parte da palazzo Chigi ma dalla Casa Bianca. Dunque, domani mattina la presidente del Consiglio incontrerà il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Non è un colloquio tra omologhi e questo si rifletterà anche nel cerimoniale. Ad accogliere l’esponente dell’amministrazione americana non sarà la premier ma il suo consigliere diplomatico, Fabrizio Saggio, che lo condurrà nella sala dei Galeoni per la stretta di mano a favore di fotografi e telecamere prima che si passi all’incontro vero e proprio.
Il contesto, va detto, gioca a favore di Meloni. Perché il cuore della missione di Rubio in Italia continua a essere l’incontro che ha avuto oggi in Vaticano con il Papa per portare un ramoscello d’ulivo a Leone XIII dopo le bordate, l’ultima appena ieri, di Donald Trump. Incontro che certamente sarà tra gli argomenti affrontati, vista anche la difesa fatta dalla presidente del Consiglio in occasione del primo attacco e di quella affidata a Tajani successivamente. Così come il fulcro delle interlocuzioni di Rubio con il governo è quello che avrà con il responsabile della Farnesina. Incastonato tra questi impegni, quindi, il colloquio può consentire alla premier di ammantare l’appuntamento più di un’aura simbolica che strategica.











