MESTRE - «La moschea si farà a Mestre e chi fa propaganda per il no, ignora che si tratta di un diritto». Alla presentazione dei candidati Pd bengalesi di ieri mattina al Teatro Dante di Mestre dal partito hanno messo subito in chiaro che «Questa comunità vuole essere un pilastro per costruire un ponte verso la partecipazione al rilancio di Venezia», come ha spiegato Matteo D’Angelo del Circolo Piave-Altobello. A presentare la propria candidatura per il consiglio comunale Kamrul Syed e Rhitu Miah, mentre per le municipalità di Mestre Carpenedo Ali Afay, di Chirignago Zelarino Tanzima Akter Nisha e per Favaro Ali Hossain. Kamrul, noto per l’attività della Venice Bangla School, ha ricordato che: «Il mio impegno è per le seconde generazioni nate qui, abbiamo scelto il PD perché è da 20 anni che ci ha accolto, insieme potremo fare tante cose in una città in cui non siamo più ospiti ma abitanti e vogliamo che i nostri figli sentano che sono a casa e non stranieri».
Rhitu, architetta in Italia da 25 dei suoi 30 anni, che si occupa di insegnare italiano e fa la mediatrice culturale, ha aggiunto: «Mi hanno chiesto di candidarmi sia bengalesi che italiani, vorrei dare risposte a tutto il comune, è necessario un dialogo fra le nostre comunità. Voglio difendere i diritti delle donne, tutte, di avere accesso alla parità di genere e alla sicurezza, per non avere più paura di muoversi da sole».
















