Domanda-premessa al Pd di Venezia: se uno è italiano e cattolico può candidarsi con voi oppure viene scartato a prescindere? Perché a sfogliare le liste dem per le Comunali in programma il 24-25 maggio sembra di essere stati catapultati in Bangladesh. Rhitu Miah e Kamrul Sayed per il Consiglio comunale. Abdul Mahade e Begum Sumaya per la municipalità di Marghera. Ali Afai per quella di Mestre. Ali Hassain per quella di Favaro. Tanzima Akter Nisha per quella di Zelarino. Sette candidati, sia per la città che per i vari quartieri, che potranno pescare in un bacino elettorale molto corposo: i bengalesi che possono votare, nel capoluogo veneto, sono circa 3mila; senza considerare gli altri fedeli di Allah di ogni nazionalità, su tutti i pakistani. I volantini che rimbalzano per Venezia, di cui ha dato conto il Tempo, danno la cifra di cosa significhino queste elezioni comunali per la comunità che il Pd ha deciso di schierare a sostegno del candidato sindaco Andrea Martella: sono la prova regina per dimostrare di essere in grado di incidere nella vita politica non in quanto “nuovi italiani” ma proprio in quanto bengalesi e islamici. L’obiettivo dichiarato, non a caso, è la creazione di una nuova moschea sui terreni di un’ex falegnameria di Mestre. Tanto che la comunità in questione da tempo sta raccogliendo soldi per far decollare il progetto: anche durante l’ultima festa di fine Ramadan.