​VENEZIA - Bengalesi candidati in lista: succede a Venezia con il Partito Democratico, ma anche a Vigevano con la Lega. E se in laguna la polemica ha interessato i dem perché due candidati originari del Bangladesh hanno scritto il santino elettorale nella loro lingua rivolgendosi ad Allah, nella cittadina pavese i referenti locali del Carroccio sono stati isolati. Una decisione «prettamente locale», ha detto il coordinatore lombardo degli amministratori locali della Lega Andrea Monti. Pure il leader Matteo Salvini si è dissociato: «Non ha nulla a che fare con la Lega un tizio che fa un volantino in arabo con riferimenti ad Allah. Ben vengano gli stranieri inseriti e integrati, non i fanatici», sarebbero state le riflessioni condivise con i suoi dal vicepremier.

Sui social, un diluvio di reazioni. Chi a fare presente che il primo sindaco musulmano è stato proprio un leghista e, guarda caso, in Veneto: Moreno Marsetti, madre marocchina e padre vicentino, nel 2020 eletto primo cittadino di Malo, in provincia di Vicenza, dove peraltro si andrà al voto a fine mese. Chi a sottolineare che anche Fratelli d’Italia a Venezia voleva candidare un bengalese, Prince Howlader, peraltro coordinatore di un locale circolo, ma soprattutto sostenitore della progettata nuova moschea, solo che poi non l’ha fatto per non “strappare” con gli alleati leghisti, assolutamente contrari al progettato tempio musulmano tanto da farne lo slogan elettorale (poi rimosso dagli autobus di linea). E chi, infine, a puntualizzare che in laguna non è solo il candidato del centrosinistra Andrea Martella ad avere candidati bengalesi in lista per il Comune (oltre che per le Municipalità), ma anche un altro aspirante sindaco, Giovanni Maria Martini. In realtà, il caso in laguna è esploso perché è stato tirato in ballo Allah e sono stati diffusi “santini” scritti non in italiano, ma in bengalese. E continua a tenere banco perché tra i sostenitori del Pd e di Martella c’è un personaggio “attenzionato” dalle forze dell’ordine, un bengalese che sui social non si preoccupa di pubblicare foto di kalashnikov.