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Puntano a raccogliere 30 milioni per il centro musulmano. Cisint: "La Lega non lo consentirà"
Le Comunali veneziane si sono trasformate in una battaglia per l'identità cittadina. Da una parte il candidato sindaco Simone Venturini e il centrodestra, contrari alla grande moschea di Mestre, dall'altra l'alternativa, il senatore Andrea Martella e il Pd favorevoli, tanto da candidare sette musulmani bengalesi nelle proprie liste. La compagine dem punta proprio alla moschea come al cimitero islamico e al campo da cricket. E su quella che dovrebbe diventare la «più grande moschea d'Europa» per il Nord Est, i giochi sono tutto fuorché fermi. Il Giornale è in grado di rivelare la costituzione di una fondazione, la Islamic Foundation of Italy, che nelle intenzioni dei bengalesi dovrebbe fare da regista per la costruzione dell'edificio di culto. La fondazione, stando alla prime informazioni, avrebbe sede a Udine. L'attività di raccolta fondi è in corso. Il progetto, di cui esistono i rendering, necessita di 20, forse 30 milioni di euro. Per la campagna promozionale via social, ancora, sono spuntati alcuni video di A h Al-Helaee (foto), influencer proveniente dalla Svezia, dove le «no go zones» (enclavi islamiche in cui lo Stato non può entrare) sono piuttosto diffuse. «Partecipa a questa nobile iniziativa della Fondazione islamica d'Italia per sostenere la creazione della grande moschea e del centro islamico», si legge nei post. Lo spazio individuato dalla comunità bengalese in via Giustizia viene già utilizzato come luogo di preghiera. Il tutto senza alcuna autorizzazione. Anzi, il centrodestra fa presente come questo progetto non sia mai stato nè analizzato nè votato dall'amministrazione comunale.






